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Il Paliotto, ossia la pala d'altare in argento dorato, nell'interno del Duomo, ricollocato oggi al suo antico posto, cioè ai piedi dell'altare maggiore, è il capolavoro del grande orafo abruzzese del rinascimento, Nicola da Guardiagrele, che vi lavorò dal 1433 al 1448. In una serie di quadretti finemente sbalzati, tra inquadrature di delicati nielli, è raffigurata come un poema tutta la vita e la passione di Cristo. Magnifico monumento d'arte e di fede, esso attesta la nobiltà del popolo teramano del quattrocento, a cui spese fu compiuta una così preziosa opera d'arte, in sostituzione di un'altra non meno pregevole, pare ceduta in cambio della libertà della città in una delle tante occupazioni subite dai Teramani, che spesso pensavano a litigare fra di loro per il potere: Melatini, Spennati, Mazzaclocchi ed altri signori locali, mentre regni esterni pensavano bene di approfittare delle situazioni favorevoli; “fra due litiganti il terzo gode”.
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