Messaggio del Parroco

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Solenne, severo, ed anche molto imponente. Tre navate nella parte romanica costruita negli anni 1158-76, divise da colonne e da pilastri con archi a tutto sesto, termina con il grande Tiburio ottagonale che poggia su quattro poderose arcate con punte di arco leggermente acuto e su raccordi angolari a forma di cuffia.
Qui era collocato l’altare maggiore certamente fino alla fine del 1500. Dall’altare il celebrante poteva guardare con l’aiuto di uno specchio  la tomba del patrono S. Berardo collocata nella sottostante “Grotta” fino agli inizi del 1700.
Fino al 1470 certamente l’altare era sormontato da un ciborio in pietra risalente all’epoca del prolungamento Arcioniano-gotico del Duomo, sec. XIV; il monumento posto sulla tomba dei Canonici, fu appunta chiamato “Monumento dei Canonici” che nel 2002 è stato collocato nella Cappella dell’Episcopio.
Da questo punto, saliti gli ultimi gradini si entra nell’attuale presbiterio collocato proprio nella navata Arcioniana edificata nel 1317-1335 per opera del Vescovo Nicolò degli Arcioni. La Cattedrale era troppo angusta e incapace di contenere i fedeli ed anche incapace a donare spazio alle Solenni Liturgie del Vescovo Principe di Teramo. Grandioso e luminoso effetto per le snelle arcate gotiche poggianti su due altissime e robuste colonne, una ottagonale e l’altra rotonda.
Qui è l’altare maggiore, così concepito e dimensionato dal restauro degli anni trenta, nella parte verso il popolo dell’altare risplende lo stupendo Paliotto di Nicola da Guardiagrele realizzato dal 1433 al 1448. In questa navata è collocato il Coro settecentesco del Capitolo della Cattedrale ed il Trono del Vescovo-Principe, anch’esso del settecento.
Nel lato destro del Transetto è collocata l’Edicola quattrocentesca degli Olii Santi, anch’essa opera di Antonio da Lodi, 1493.
Nel lato sinistro del Transetto, attraverso una bella cancellata, si accede alla Cappella di S. Berardo, edificata dalla città nel 1750-1770; stile barocco; nell’altare maggiore, racchiuse in un’urna, si conservano le ossa di S. Berardo.
Vi si ammira anche lo stupendo Polittico di Iacobello del Fiore, della prima metà del 1400.
 

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