Messaggio del Parroco

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Chi giunge al Duomo dopo la stretta del Corso De Michetti, viene a trovarsi, quasi improvvisamente, di fronte alla bellezza ed alla semplicità della sua facciata.
In pietra e mattoni del Duomo di Teramo.
Già la varietà del materiale usato ci parla di epoche diverse durante le quali questo stupendo monumento è stato realizzato dallo zelo dei Vescovi Principi della Diocesi Aprutina.
Fu inoltre aggiunto lo splendido portale a tutto sesto, con strombatura a tre sbalzi intercalati da due colonne tortili su ogni lato e decorati da fasce a mosaico in stile cosmatesco, datato 1332 e firmato da Deodato romano: “MAGISTER DEODATUS DE URBE FECIT HOC OPUS MCCCXXXII”.
Altre due colonnine che poggiano su leoni stilofori affiancano il portale e sorreggono due eleganti statue, un Angelo Annunciante ed una Vergine attribuite a Nicola da Guardiagrele o ad un suo allievo.
Al centro dell'architrave è visibile lo stemma del vescovo Niccolò degli Arcioni tra quelli di Atri a destra e Teramo a sinistra. Le ante in legno cinquecentesche andarono distrutte e furono rimpiazzate da riproduzioni realizzate nel 1911 da Luigi Cavacchioli.
La facciata di forma rettangolare coronata da una fila di merli ghibellini, insieme alla terminazione merlata del Tiburio, conferisce al Duomo l’aspetto di un edificio fortificato, cosa del tutto insolito per una Chiesa, ma assolutamente in sintonia con il particolare ruolo del Vescovo aprutino e con il duplice carattere, spirituale e temporale, del suo potere.
E poi il portale, di stile gotico con il timpano, certamente e da riportarsi alla seconda metà del 1400.
 Attorno al portale spiccano: in alto la statua del Cristo benedicente, in basso al punto di partenza del timpano le due statue di S. Giovanni Battista sulla sinistra di chi guarda e di S. Berardo a destra. Statue collocate dentro stupende nicchie. E poi le due sculture di Nicola da Guardiagrele (XV sec.) poste rispettivamente a sinistra l’Arcangelo Gabriele in atteggiamento adorante,a destra la Madonna, in posizione umile ed orante.
Colpisce anche la numerosa presenza di leoni accovacciati con sguardo proteso in avanti; non dimentichiamo che il leone è il simbolo della Tribù di Giuda, da cui trae origine il re Davide e successivamente anche il “vero Re dei Giudei” , Gesù.
Nelle pareti laterali, è facile, guardando scorgere la presenza di grandi pietre scolpite con decorazioni militari, per esempio, o di altro genere; anch’esse sono pietre presenti un tempo in templi pagani sempre presenti accanto al Teatro e all’Anfiteatro romano.
 

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