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Il 1155, fu certamente un anno davvero triste per la città e per la Diocesi di Teramo. Il Duca Roberto III° D’Angiò, duca di Loretello, che conduceva le truppe Normanne, vinse la resistenza dei soldati e della popolazione di Teramo ed invase la città e la distrusse “ferro ignique”, cioè con la spada e con il fuoco.
Il Vescovo che guidava la Chiesa Aprutina, Guido II, ebbe subito la premura di ridare la Chiesa Madre ai Teramani; contemporaneamente pensò di ridare alla città un volto nuovo; pensò di estendere la cerchia muraria verso ovest in modo tale che la Cattedrale ne diventasse il centro.
Le pietre per la realizzazione dell’opera erano lì accanto al luogo scelto; il Teatro romano e l'Anfiteatro all’epoca erano ruderi e ruderi abbandonati; ecco che le pietre, usate così com’erano, diventarono materiale edile utile e a portata di mano. Era anche nel cuore dei cristiani mettere a servizio di Cristo ciò che era stato a servizio degli dei pagani e del mondo pagano.
Fu così, che dopo aver pensato e ripensato, in fretta iniziò l’opera di costruzione, era l’anno 1158.
Non volendo mortificare l’antico centro urbano, il Vescovo Guido collocò la facciata del nuovo Duomo entro le mura della vecchia città (negli scavi degli anni 2005-2007, sono state ritrovate tracce di queste mura e risultano all’altezza dei primi due pilastri collocati in fondo alla Cattedrale).
Aveva fretta il Vescovo Guido, presagiva la sua fine che avvenne nel 1170; sappiamo che fu sepolto in Duomo e nel Duomo furono trasferiti anche i resti mortali del Patrono della città: S. Berardo Vescovo. Ll’opera giunse a termine nel 1176.
Un particolare curioso, ma molto saggio del Vescovo Guido: per invogliare le giovani famiglie a stabilirsi nella nuova città di Teramo, il Vescovo Guido promise di donare la dote e quelle giovanette che sarebbero riuscite a convincere lo sposo a rimanere ad abitare città. Fu per questa proposta che molte giovaneifamiglie, allettate da questa promessa, vennero a stare in città. Pare che a motivo di questo dono, furono talmente tante le famiglie che entrarono in città, che il Duomo diventò troppo piccolo; questa situazione spinse il Vescovo Nicolò degli Arcioni a pensare ad un allargamento del Duomo stesso. Così in effetti avvenne negli anni trenta del 1300. Continua...
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